December 27, 2005

A year of QD

QD is close to its end, together with the World Year of Physics. I must admit that I'll miss reading many of the Quantum Diarists, and I'll miss writing, as well, even if for long periods I was not able to write regularly. This is going to be my last post. I'm back in Italy since a couple of days, and soon we'll go to the Alps: I will spend a few days with my family.

We were asked to write a summary about this 2005.  For me doing  "outreach" was something new, and I had a lot of fun, not only with QD but expecially organizing the Masterclass (actually we are going to have a 2 days Masterclass in 2006, since students liked it so much!). Another important moment was the EPS Lisbon conference, and of course my recent stay at Fermilab, the longest one in the last few years.

After a few days of rest, the new year will start immediately with a lot of activities: at the beginning of january we will have in Pisa a meeting of the Italian collaboration of CDF. After that, we will start with the "blessing" procedure of our analysis, in order to get our results approved by the collaboration and then published. At the beginning of this year I was pretty sure I was going to post this achievement on QD: unfortunately things were going slower than I thought.

Next year I will have to make important decisions on my future: although CDF is still producing interesting data and offers many opportunities to do interesting physics, this experiment, proposed more than 20 years ago, is approaching its final stage. What am I going to do next? I didn't decide yet, but I have to make a decision soon: whatever I will do, It would be  important to join a project since its beginning.

Concerning my personal life, I cannot identify any particular event to associate to this 2005: being  witness of my growing daughter, and helping her to discover the world and the life, is a wonderful "every day" event. I hope to be good enough in this task.

Un anno di QD

QD finisce, insieme all'anno Mondiale della Fisica. Devo dire che mi manchera` leggere i post di molti Quantum Diarists, e confesso che mi manchera` scrivere, anche se per molti periodi non sono riuscita a partecipare con costanza. Presumibilmente questo e` il mio ultimo post. Sono da poco rientrata in Italia, domani partiamo per la montagna, e ho voglia di dedicare queste giornate alla mia famiglia.

Ci hanno chiesto di riassumere cosa ha significato il 2005 per noi. Per me e`
stata una novita` occuparmi di "outreach" e devo dire che mi sono divertita, non solo con i QD, ma anche organizzando le Masterclass (infatti nel 2006 ripeteremo l'esperimento, anzi, lo raddoppieremo! visto il gradimento della scorsa edizione). Inoltre e` stato importante partecipare alla conferenza EPS a Lisbona, e senz'altro questa ultima permanenza di fine anno a Fermilab, la piu` lunga degli ultimi anni.

Dopo questi pochi giorno di riposo che sto per concedermi il nuovo anno comincera` al galoppo: e` prevista a inizio gennaio una riunione della collaborazione italiana di CDF e immediatamente dopo inizieremo la procedura per approvare i risultati della nostra analisi e poterli pubblicare. E pensare che all'inizio dell'anno ero sicura che sarei riuscita a postare questo traguardo su QD: purtroppo le cose sono andate piu` lentamente di come io sperassi.

Nei prossimi mesi dovro` anche prendere decisioni importanti sul mio futuro: sebbene al momento CDF offra sufficiente materiale per fare della fisica interessante, questo esperimento ideato ormai piu` di 20 anni fa si sta avvicinando alla sua fase finale. Cosa faro` dopo? Ancora non l'ho deciso, ma non posso rimandare troppo anche perche` in qualsiasi nuovo progetto io decida di cominciare a lavorare, sarebbe auspicabile essere presenti fin dalle sue fasi iniziali.

Per quanto riguarda la mia vita personale, non sono in grado di individuare nessun evento particolare da associare a questo 2005: ogni giorno, essere testimone della crescita di mia figlia e accompagnarla  in questo suo meraviglioso viaggio alla scoperta del mondo e della vita e` gia` un evento eccezionale e rappresenta per me un compito del quale spero di essere, giorno dopo giorno, all'altezza.

December 22, 2005

E ora qualcosa di leggero...

Adesso che il progetto sta per terminare, sto scrivendo molto di piu` in questo blog, anche  perche` ovviamente, stando a Fermilab, praticamente sempre collegata a un computer a parte le ore di sonno, le possibilita` di scrivere sono maggiori.

Il freddo e' diminuito, dai -20 siamo passati ai -14. Ieri era -9 e l'aria mi sembrava "tiepida". Stanotte ci deve essere stata umidita`, cosi` gli alberi stamattina erano tutti bianchi e ghiacciati, molto suggestivo (be` anche nella pianura padana a volte ho visto d'inverno questa cosa degli alberi bianchi ghiacciati...)

Gli americani sono in piena frenesia consumistica prenatalizia. I negozi chiudono addirittura alle 10 di sera cosi`  mi sono concessa un piccolo giro per negozi, dopo il lavoro. E' difficile non farsi contagiare dalla voglia di comprare. Inoltre, qua, giustamente, i saldi di Natale li fanno PRIMA di Natale, e non dopo come in Italia. Ho parcheggiato in un Centro Commerciale, purtroppo "passeggiare" per me e' impossibile con queste temperature. Eppure, mentre ero ferma a un semaforo ha attraversato la strada una ragazza con la gonna, i sandali e SENZA CALZE!!!! Si vedevano chiaramente le dita dei piedi! A un certo punto mi sono fermata a mangiare qualcosa  e ho cominciato la svestizione: mi serve una sedia per me e una per i cappotti: cappottone superimbottito che sembro l'omino della Michelin, comprato molti anni fa apposta per questo clima (troppo pesante per Livorno, mai usato), cappello, fascia di lana copriorecchie sotto il cappello, pile e guanti! In piu` scarponi Timberland superimbottiti (anche questi mai usati a Livorno). Nel ristorante c'erano ragazze in maglietta sbracciata e scollata e sandali!!!!!! 
Qua nei bar e ristoranti c'e' sempre "luce soffusa" perche' pensano che sia piu` chic  mangiare al buio. Poiche` io adesso ho notevoli problemi a leggere con poca luce, devo tirare fuori gli occhiali per leggere il menu`. Il posto era parecchio affollato, per cui il tavolo accanto al mio era praticamente attaccato al mio.  A un certo punto un signore sui 50  seduto al tavolo accanto mi fa: "mi scusi, vedo che ha gli occhiali da vista, io ho dimenticato i miei, mi puo' leggere cosa c'e' scritto sul mio conto che senza occhiali non lo vedo????????????"
Be`, 10-15 anni fa in una situazione del genere avrei potuto pensare di aver fatto colpo... adesso al massimo mi posso aspettare solidarieta` tra presbiti.

Vita da laboratorio

Per un ricercatore trovarsi nel laboratorio in cui si trova l'esperimento garantisce la condizione migliore di lavoro. Questo permette di imparare piu` in fretta, poiche` ci sono gli "esperti" a cui chiedere, si puo` partecipare alle riunioni (le riunioni, le discussioni, sono fondamentali quando si lavora in una collaborazione vasta come gli esperimenti di fisica delle particelle attuali). Inoltre, col tempo si diviene a propria volta esperti, depositari delle informazioni, e si possono assumere delle responsabilita`. Un effetto collaterale puo` essere l'eccessiva concentrazione sul proprio lavoro, una certa autoreferenzialita`  e il rischio  di  prendersi troppo sul serio. Noi fisici sperimentali abbiamo questa strana propensione a considerare  questione "di vita o di morte" avere un certo risultato pronto per una certa riunione, aver fatto un grafico prima di una certa data, e via di seguito. Comprensibile quando si tratta di analisi dei dati, specialmente quando c'e` competizione tra gruppi diversi o esperimenti diversi,  piuttosto strano quando si tratta di simulazioni di esperimenti che cominceranno a prendere i primi dati tra anni! Si vive sempre con la sensazione di essere all'ultimo respiro, forse perche` come diceva il mio supervisor quando ero studente: Esiste uno stress buono e uno cattivo: lo stress che fa andare avanti la ricerca e` uno stress buono, senza del quale diventa impossibile fare progressi.   

Trovo che la condizione ottimale sia quella di Debbie Harris: vivere con la famiglia nei pressi del laboratorio in cui lavora. Sicuramente migliore di chi, vivendo lontano, per garantirsi abbastanza visibilita` all'interno dell'esperimento e` costretto a frequenti viaggi, magari intercontinentali.

Per quanto mi riguarda,  la scelta di rinunciare alla vita del laboratorio, che pure mi affascina, l'ho fatta molti anni fa, e una vita dicotomizzata non fa per me: il mio centro di gravita` resta in Italia, a casa, nel mio Istituto di ricerca. Certo, non mancano le occasioni di soddisfazione, ma a volte si ha l'impressione di lavorare tanto e restare sempre nell'ombra.

Ieri al telefono quando mia figlia mi ha risposto mi ha detto: "pronto pronto, signora ha sbagliato numero!" .............
Eh si`, e` proprio arrivato il momento di tornare a casa.

ps caspita! ora che sta per finire, sempre piu` persone mi dicono che stavano leggendo questo blog!!

December 21, 2005

Pranzo di Natale

Ieri nell'edificio in cui faccio il mio shift, chiamato B0 dal nome del punto di collisione dell'acceleratore nel quale e` collocato l'esperimento CDF, c'e` stato il pranzo di Natale. In mezzo all'esposizione dei vecchi rivelatori di CDF che sono stati sostituiti prima dell'inizio della attuale presa dati. Molti giovanissimi dell'esperimento non li conosco, ma ho rivisto volentieri molti di coloro che erano qua quando viaggiavo piu` spesso e trascorrevo lunghi periodi a Fermilab.  In particolare ho incontrato dopo molto tempo la mitica Carol! la segretaria della Collaborazione, che conosco da quando sono venuta come summer student, e che si ricorda di tutto e tutti! Carol, pur essendo sempre indaffaratissima, ha il raro dono di riuscire in ogni caso a trovare un minuto per regalarti un sorriso, facendoti sentire importante: se la giornata cominciava con due chiacchiere con Carol, poteva solo essere una buona giornata.

December 20, 2005

Presa dati a CDF

Non ho ancora parlato del lavoro principale che sto facendo in questi giorni: sto partecipando alla presa dati dell'esperimento, o come diciamo noi, sono "in shift". Appena arrivata,  ho dovuto rifare i miei training per le radiazioni e l'accesso al tunnel perche' periodicamente queste certificazioni scadono (anche se per il lavoro che devo fare i pericoli da radiazione sono praticamente nulli, e in tutti questi anni non mi e' mai capitato di dover entrare nel tunnel durante le soste della presa dati, operazione detta di accesso controllato).
Durante la presa dati c'e' sempre un gruppo di persone che controllano che tutto  stia funzionando nella maniera corretta, che il fascio sia nella posizione giusta in modo da non danneggiare i rivelatori, sopratutto quelli piu`  vicini alla linea del fascio, che i vari sottosistemi stiano funzionando, che i dati siano raccolti correttamente e registrati.
Il lavoro di controllo e' facilitato dal fatto che tutte le procedure sono automatizzate il piu` possibile. Uno shift dura 8 ore per 8 giorni. Il primo giorno e' in sovrapposizione col gruppo precedente, per il passaggio di consegne. Svt_1Questa volta il mio shift si svolge nella "trigger room" e non nella vicina sala di controllo ("control room") dell'esperimento. La trigger room e` piena di "crate" che contengono l'elettronica di trigger, come questi mostrati nella foto qua accanto. E` quindi rumorosissima, freddina, (anche se quest'ultima caratteristica e` piu` fastidiosa in estate che in inverno). Il trigger e` l'apparato che nel momento stesso della collisione deve valutare il piu` velocemente possibile una serie di parametri per decidere se l'evento scaturito dalla collisione stessa e` abbastanza interessante da meritare di essere registrato su disco. Quindi si tratta di un pezzo fondamentale per il buon funzionamento di un esperimento come CDF: il primo requisito perche` una particella venga osservata e` che essa sia stata registrata nei nostri dati! Adesso mi trovo nel mio ufficio, nei "trailers" di CDF (non saprei come definirli in italiano, la parola "rimorchi" suona proprio male, ma in fondo si tratta proprio di questo:  uffici prefabbricati). Il mio turno e` finito circa un'ora fa, e ricomincia domani mattina.

December 19, 2005

Campanelle di Natale!

Avete presente il film di Winnie Pooh che a Natale ha dimenticato di spedire la lettera a Babbo Natale, in cui Tigro si agghinda di campanelle di Natale e comincia a saltare? Ebbene, ho trovato delle campanelle di Natale proprio uguali a quelle di Tigro e le ho comprate! Oggetto utilissimo, vero? 

Poi, sono rimasta ore davanti al settore di "Star Wars" di un Toys Store: avevano la maschera di Dart Vader con un meccanismo che trasforma la voce  e ben quattro tipi diversi di spada laser, da quella a 7 dollari, in plastica, che avevo visto anche in Italia, a una bellissima, "grandezza naturale", sembra una specie di tubo al neon, che costa 120 dollari. A livello intermedio, avevano anche spade laser smontabili con luci ed effetti sonori, in 4 tipi diversi a seconda che si tratti di  quella di Luke Skywalker, Dart Vader, Obi Wan Kenobi o il maestro Joda. E infine una versione con pezzi di ricambio e filtri colorati che permette di montare ognuna delle 4. Insomma, se non fosse che, a parte quello in pastica e senza effetti,  anche il modello piu` piccolo non e` certo di facile trasporto sull'aereo, non avrei avuto dubbi ad acquistarne una!

December 18, 2005

Efficienza

In un post precedente parlando degli Stati Uniti menzionavo l' efficienza.
Ecco un esempio di quello che intendo:
Sono andata nella banca dove da molti anni ho un conto corrente, decisa a chiuderlo. Ho scoperto cosi` che la mia vecchia banca da qualche mese e` stata inglobata in un'altra banca (o perlomeno ha cambiato nome). Con una certa preoccupazione ho chiesto all'ingresso alla signorina del costumer service se quella era ancora la mia banca, lei mi ha tranquillizzato e saputo cosa dovevo fare mi ha indirizzato dal Chief Manager. Costui, molto cortese, mi ha chiesto un documento e dopo un semplice controllo al suo terminale dell'estratto conto, mi ha fatto firmare un assegno corrispondente alla cifra che risultava depositata.
Allora ho chiesto se per chiudere il conto fossero previste delle spese. Il tipo mi ha guardato un po' meravigliato e mi ha risposto "certo che no, perche' mai ci dovrebbero essere delle spese?". Dopo di che e' andato alla cassa ed e' tornato con i miei soldi in contanti. Dopo meno di 5 minuti ero di nuovo in macchina.
Ora, qualcuno di voi ha mai provato a chiudere un conto corrente in Italia? Io purtroppo si, e vi assicuro che e` una specie di incubo, a partire dal numero di firme, il tempo necessario perche' il conto risulti effettivamente chiuso (e voi non dobbiate piu` pagare le spese di gestione), le spese di chiusura conto.  Per non parlare dell'impiegato che vi fa sentire quasi dei criminali perche' state facendo questo alla loro banca!

December 14, 2005

Chi legge QD?

Fin dall'inizio di questo progetto, mi sono chiesta chi avrebbe letto questi blog. Alcuni hanno riscosso un grande successo, come si puo` vedere  dal numero di commenti che ricevono. Adesso che l'anno volge al termine, siamo stati informati del fatto che il magazine Simmetry vorrebbe conoscere il punto di vista dei lettori dei QD, quelli che non conoscevano i bloggers gia` da prima. La cosa non mi riguarda direttamente, perche` appunto non so se ho/ho avuto dei lettori abituali. O meglio, so per certo di aver avuto almeno 5 lettori, che pero` conoscevo gia` da prima: 3 sono amiche di vecchia data che vedo ormai di rado perche` vivono lontano da Pisa, e che nel corso dell'anno mi hanno detto che leggevano il mio blog. Gli altri due, lavorano nel mio stesso corridoio e se hanno dei commenti da fare, bussano alla mia porta. Sono tutti e 5 fisici. Ma sicuramente i QD non sono nati per permettere a un pugno di fisici di comunicare coi propri amici. E allora ritorno alla domanda: chi legge, ammesso che qualcuno lo faccia, questo blog?

Qualche tempo fa ho visto Alessandro a Pisa, e abbiamo parlato anche  di questo: all'inizio dell'anno abbiamo scelto di scrivere le nostre pagine in italiano, perche` pensavamo che uno dei valori aggiunti del progetto consistesse  proprio nel fatto che in questo piccolo gruppo internazionale di ricercatori, ognuno si raccontasse nella propria lingua. Questo ci ha un po` tagliati fuori dalla maggiore fetta di lettori (unito al fatto che probabilmente non siamo riusciti a proporre argomenti particolarmente interessanti o stimolanti).

Per concludere, mi farebbe piacere, qualora qualche lettore oltre ai miei 5 abituali amici si fosse imbattuto in queste pagine (e avesse deciso di ritornarci, di tanto in tanto....) averne una piccola testimonianza, anche solo con un saluto..

Eccomi a FNAL!

Ieri pomeriggio sono arrivata a Fermilab. Il viaggio e` andato molto bene, qua ho trovato non eccessivamente freddo (qualche grado sotto zero soltanto, oggi nevica) e alle 3 e mezzo del pomeriggio ero gia` in ufficio, cosi` ho fatto in tempo a fare la burocrazia e ad essere subito pronta per lavorare. Il mio computer, che avevo fatto registrare sulla rete di Fermilab prima di partire dall'Italia, appena collegato  ha incredibilmente funzionato subito (dico incredibilmente perche` da noi  sarebbero state necessarie ripetute interazioni coi system manager per capire cosa non avesse funzionato....). A volte mi domando perche` non sia possibile avere un paese che unisca la 1)bellezza, 2)il clima e 3) la cucina dell'Italia, 4) l'educazione e 5) la precisione della Germania e 6) l'efficienza degli Stati Uniti: sarebbe un posto perfetto in cui vivere. La cosa che fa piu` rabbia e` che l'Italia possiede i punti   1) e 2) , che non sono esportabili altrove, ma non riesce ad acquisire i punti 4), 5) e 6), per i quali basterebbe solo un po` di buona volonta`.

Questo viaggio per me significa un po` tornare indietro nel tempo: mi ricorda il dicembre del 1989, quando sono venuta a Fermilab  per presentare alla Collaborazione CDF i risultati della mia tesi di Laurea. Eppure dopo quella volta sono tornata qua moltissime altre volte, ma il viaggio del dicembre 1989, con tutto il carico di emozioni che per me significava avere per la prima volta la responsabilita` di un'analisi da presentare, e` indelebile e difficilmente eguagliabile.