Fisica in Barca
Oggi a Livorno fa tappa una divertente iniziativa rivolta a studenti delle scuole superiori, a cui l'INFN di Pisa ha aderito: "Fisica in barca".
Prevede un "viaggio" che e` partito da Trieste ( il 2 ottobre, inizio della manifestazione) e terminera` a Genova (arrivo previsto il 30 ottobre, in coincidenza col Festival della Scienza) della barca Adriatica. Ci sono delle tappe intermedie, e quella al porto di Livorno e` in corso in questi giorni.
La locandina recita: "Con l'INFN si salpa alla scoperta della fisica che serve ad andar per mare".
Mi sembra una bella iniziativa, penso che se fossi uno studente delle scuole superiori mi piacerebbe partecipare.
Andare in barca a vela e` molto affascinante. Peccato che possedere (e prendersi cura) di una barca non sia semplicissimo, ne` economico. Pero` farsi trasportare dal vento e avere la consapevolezza che si sta governando la barca e` sicuramente divertente.
Durante gli anni dell'Universita decisi di fare un corso di vela nella ventosissima isola di Caprera, a nord della Sardegna, anche se prevedevo che per i motivi detti prima, difficilmente avrei posseduto una barca. Ci si poteva allenare singolarmente sui Laser o in gruppo sui Caravelle. Passavo talmente tante ore al giorno in barca, che la sera sulla terraferma mi sembrava di sentire il terreno che si muoveva sotto i piedi. C'erano dei turni di navigazione, ma io ero sempre sul molo per cui rimpiazzavo gli assenti e riuscivo a navigare ogni giorno piu` degli altri partecipanti alla scuola.
Alla fine della settimana, l'"equipaggio" del mio Caravelle era sicuramente diventato il migliore, e l'istruttore era molto fiero di noi. Un'altro studente di fisica oltre a me faceva parte dell'equipaggio, e l'istruttore spesso ribadiva che anche per questo eravamo i piu` forti: non avevamo problemi a capire "la fisica" che rende possibile la navigazione a vela. La scuola si sarebbe conclusa con una premiazione dell'equipaggio migliore, e noi sapevamo di avere la vittoria in pugno.
L'ultimo pomeriggio il vento era piu` forte del solito, molti istruttori hanno deciso di non far uscire il loro equipaggio. Il nostro istruttore invece, il piu` giovane della scuola, si e` vantato del fatto che noi non avremmo avuto problemi, e ci ha portato fuori. Malgrado il vento, il mare era piuttosto calmo, e noi ci tenevamo sottocosta. Io ero al timone, e ci siamo messi a far virate e strambate in una baia piuttosto ampia. L'istruttore devo dire che ci spingeva al limite, facendoci virare all'ultimo momento, quando improvvisamente e` accaduta una cosa che a distanza di tanti anni ancora non mi spiego: io ho ripetuto come sempre la manovra della virata, al timone e randa, la barca si e` girata, MA HA CONTINUATO AD ANDARE NELLA STESSA DIREZIONE, cioe` a retrocedere !! Lo so che sembra impossibile, fatto sta che siamo finiti sugli scogli e abbiamo sfondato la deriva.
A quel punto, non si riusciva a tornare in porto. Sono venuti a trainarci con un motoscafo, e una volta al riparo del molo ci siamo dovuti tuffare e trascinare la barca.... Io ero avvilitissima, gli altri istruttori cercavano di farmi coraggio dicendo che la responsabilita` maggiore era dell'istruttore che avrebbe dovuto impedire a un equipaggio di principianti di affrontare il mare col vento cosi` forte. Temo che quell'episodio sia costato il posto al nostro giovane istruttore. Inutile aggiungere che la prevista premiazione fu annullata (anzi, per un po` ho pure temuto che mi presentassero il conto della barca sfondata...).
Come in ogni noir che si rispetti, resta il mistero dell'inspiegabile comportamento della barca: un'altra persona di cui taccio il nome manovrava il fiocco: che sia stato il fiocco a determinare il fallimento della manovra? :-) Mi piace pensarlo per sentirmi meno in colpa.
Comunque, domani sera un fisico dell'INFN accompagnera` alcuni ragazzi delle scuole superiori di Livorno nella tappa da Livorno a Genova, e non ci sono dubbi che quel fisico non sono io.
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