Per un ricercatore trovarsi nel laboratorio in cui si trova l'esperimento garantisce la condizione migliore di lavoro. Questo permette di imparare piu` in fretta, poiche` ci sono gli "esperti" a cui chiedere, si puo` partecipare alle riunioni (le riunioni, le discussioni, sono fondamentali quando si lavora in una collaborazione vasta come gli esperimenti di fisica delle particelle attuali). Inoltre, col tempo si diviene a propria volta esperti, depositari delle informazioni, e si possono assumere delle responsabilita`. Un effetto collaterale puo` essere l'eccessiva concentrazione sul proprio lavoro, una certa autoreferenzialita` e il rischio di prendersi troppo sul serio. Noi fisici sperimentali abbiamo questa strana propensione a considerare questione "di vita o di morte" avere un certo risultato pronto per una certa riunione, aver fatto un grafico prima di una certa data, e via di seguito. Comprensibile quando si tratta di analisi dei dati, specialmente quando c'e` competizione tra gruppi diversi o esperimenti diversi, piuttosto strano quando si tratta di simulazioni di esperimenti che cominceranno a prendere i primi dati tra anni! Si vive sempre con la sensazione di essere all'ultimo respiro, forse perche` come diceva il mio supervisor quando ero studente: Esiste uno stress buono e uno cattivo: lo stress che fa andare avanti la ricerca e` uno stress buono, senza del quale diventa impossibile fare progressi.
Trovo che la condizione ottimale sia quella di Debbie Harris: vivere con la famiglia nei pressi del laboratorio in cui lavora. Sicuramente migliore di chi, vivendo lontano, per garantirsi abbastanza visibilita` all'interno dell'esperimento e` costretto a frequenti viaggi, magari intercontinentali.
Per quanto mi riguarda, la scelta di rinunciare alla vita del laboratorio, che pure mi affascina, l'ho fatta molti anni fa, e una vita dicotomizzata non fa per me: il mio centro di gravita` resta in Italia, a casa, nel mio Istituto di ricerca. Certo, non mancano le occasioni di soddisfazione, ma a volte si ha l'impressione di lavorare tanto e restare sempre nell'ombra.
Ieri al telefono quando mia figlia mi ha risposto mi ha detto: "pronto pronto, signora ha sbagliato numero!" .............
Eh si`, e` proprio arrivato il momento di tornare a casa.
ps caspita! ora che sta per finire, sempre piu` persone mi dicono che stavano leggendo questo blog!!
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