December 30, 2005

Concludendo

Così come l’anno mondiale della fisica, che ha stimolato questa iniziativa, anche i Quantum Diaries stanno per chiudere i battenti. E’ stata una esperienza molto particolare quella di ‘raccontarsi’ a chiunque avesse tempo e voglia per leggere ed ha cozzato non poco con la mia naturale riservatezza. Ovviamente la selezione di argomenti dei quali ho scelto di parlare ha subito questo filtro. Però ho cercato di sfiorare tutti gli aspetti della mia attività: l’attività di ricerca, l’impegno nel Comitato per le Pari Opportunità, l’attività di coordinamento e l’impegno che l’anno mondiale della fisica mi ha stimolato a mettere nel diffondere l’essenza del lavoro di ricerca svolto in un Ente pubblico di ricerca ed, in particolare, in un Laboratorio di ricerca. Ho preferito, però, soffermarmi un po’ di più sulla vita privata e non a caso. Ho sempre avuto, infatti, l’impressione che nell’immaginario collettivo il fisico nucleare venga considerato come un essere che vive nella sua torre d’avorio, appena sfiorato da quello che accade nel mondo che lo circonda, distratto, sempre dedito a lambiccarsi il cervello con astruse teorie che nessun contatto hanno con la realtà. Non escludo che tipi così ci siano, ma nella maggior parte dei casi non è così.

Di quest’anno che volge al termine non ho un bel ricordo: anche se è stato un anno molto vivace dal punto di vista professionale e sostanzialmente tranquillo nel privato, il furto che ho subito mi fa vivere male le assenze da casa che nel nostro lavoro (anche mio marito è fisico e spesso i nostri impegni sono comuni) sono frequenti. Ma anche questo si supererà.

Ora occorre pensare ai progetti per il prossimo anno: credo che anche l’anno prossimo ci sarà abbastanza da fare. Già i primi mesi si preannunciano ‘caldi’ perché occorrerà definire le prospettive per i prossimi 5-10 anni per i nostri esperimenti e per i nostri Laboratori e i gruppi di lavoro, dei quali faccio parte, dovranno concentrare gli sforzi per convergere rapidamente. Poi entrerà in esercizio l’impianto di produzione di fasci esotici presso i Laboratori del Sud e inizierà l’attività sperimentale con questo nuovo tipo di fasci. Nel frattempo l’attività di divulgazione con gli studenti delle scuole, che l’INFN ha sempre promosso e che presso i nostri Laboratori si concretizza con l’operazione ‘Porte Aperte’, andrà avanti e chissà che anche quest’anno, anche se non è più l’anno mondiale della fisica, non si organizzi qualche iniziativa particolare di coinvolgimento dei giovani nella nostra attività, come è stato lo scorso anno con lo stage di premiazione degli studenti che si sono distinti nelle Olimpiadi di Fisica. Invece, la mia attività nel Comitato per le Pari Opportunità dovrebbe volgere al termine: ormai ne ho fatto parte per 6 anni e, di norma, nel nostro Ente, questo è il tempo massimo di permanenza in commissioni e comitati ( 3 anni + 3). Questo mi dispiace, perché questa materia, lontana dagli interessi abituali di un ricercatore, è molto complessa e delicata. Confesso che solo da poco ho cominciato a prendere un po’ dimestichezza con i meccanismi ed è un peccato lasciar perdere le cose quando si comincia ad impararle.

E nel privato? L’anno prossimo vedrà i 18 anni di mia figlia. E’ una tappa importante, l’inizio di qualche responsabilità in più, un’alba di autonomia. Beh, almeno non dovrò più fare il tassista!!!!.

December 21, 2005

Grazie, Sandra!

Oggi ho dato una rapida scorsa a qualche blog recente dei miei colleghi QD e ne ho letto uno di Sandra, nel quale invitava i suoi lettori abituali a ‘dare un segno’ della loro presenza. Ho visto che ci sono state diverse risposte al suo appello e mi sono detta che questa richiesta noi italiani avremmo dovuto farla prima. Ammetto che sarei stata molto più motivata ad impostare con regolarità i miei blog se avessi avuto la conferma di suscitare un qualche interesse. Invece vedevo che i miei colleghi stranieri, soprattutto i più giovani, impostavano di tutto con grande naturalezza e ricevevano un sacco di commenti, instaurando spesso un gradevole dialogo con i loro lettori. Ho provato quella che il mio parroco, quando ero ragazzina, definiva una ‘’santa invidia’ e mi sono detta che forse i miei interessi, le mie abitudini di vita, etc. non interessavano a nessuno. Ovviamente nella mia vita non accadono tanti fatti eclatanti ed il lavoro che faccio non presenta ogni giorno una novità, ma ci sono tante piccole cose che tu non racconti perché le ritieni ‘routine’ e che invece, magari, possono essere nuove e curiose per chi vive esperienze diverse. E’ un peccato che io lo abbia capito solo ora che l’iniziativa volge al termine!

December 14, 2005

Prospettive

Come accennavo in uno dei miei precedenti blog, in questo periodo siamo tutti fortemente coinvolti nella definizione della road map del nostro Istituto per i prossimi 10 anni. Definiti i temi di fisica di interesse, saranno proposti gli sviluppi necessari per portare avanti tali studi e, come conseguenza, si definirà anche il fabbisogno finanziario dell’Ente. Durante la seconda settimana della carriera, alla quale non sono riuscita a partecipare, ma della quale ho letto tutte le domande, una domanda su quanto costa la ricerca in fisica nucleare è stata posta. In particolare, ci si chiedeva se non fosse più giusto dedicare tali risorse a migliorare le condizioni di vita delle popolazioni afflitte da fame, malattie, etc. Ho scoperto dopo, leggendo risposte e commenti, che, nella fattispecie, la domanda era provocatoria. Però io sono profondamente convinta che, invece, molti condividano in pieno le considerazioni suesposte e, purtroppo, non sempre per gli stessi nobili motivi. Non mi stupisce che le cosiddette ‘fasce produttive ’ (e mi domando in questo momento, in Italia, quali siano) mal vedano una ‘distorsione’ di fondi pubblici da finanziamenti ed agevolazioni ad esse destinati a finanziamenti di attività dalle quali non vedono un imminente ritorno. Non so neppure se siano criticabili per questo: chi ha insegnato, infatti, agli ‘imprenditori’ rampanti che la ricerca di base e il desiderio di capire i fenomeni che ci circondano sono sempre stati alla base dello sviluppo? L’uomo prima ha osservato e capito, poi applicato. Mai la ricerca è stata stimolata dalla potenziale applicazione: se non sai una cosa a cosa serve e come si comporta, come fai ad utilizzarla? Banalità? Forse e, per di più, da un pulpito non obiettivo. Ma, meditate!

November 18, 2005

Considerazioni

Stamattina, mentre andavo a lavorare, ho improvvisamente realizzato che trascorro in macchina una quantità di tempo incredibile. Me ne sono resa conto perché ho imparato a memoria praticamente tutte le canzoni dei CD di Battisti che mi sono regalata qualche tempo fa. Battisti mi piace molto e lo ascolto volentieri. Inoltre, pigra anche in questo, non cambio quasi mai CD e, quindi, il martellamento è continuo. Reputo questa forma di apprendimento passivo molto interessante. Anche se il pensiero è spesso rivolto ad altro, il messaggio arriva al cervello e ci si installa. Quello che non mi è chiaro è se è la musica che favorisce questo processo o se si verificherebbe comunque. Non penso, infatti, che imparerei altrettanto facilmente una cosa soltanto recitata (intendo ascoltandola distrattamente, senza stare lì con l’intenzione di impararla). Chissà se qualcuno può chiarirmi questo aspetto.

October 28, 2005

Computer: che passione!

I miei rapporti con il PC sono di odio e amore. Non mi stacco quasi mai dalla tastiera e, praticamente, ormai non prendo più in mano carta e penna. Anche per prendere appunti durante le riunioni “l’appendice elettronica” è diventata indispensabile. Molti articoli si trovano in rete e documentarsi è diventato un gioco da ragazzi. Tutto il lavoro di biblioteca è ormai superato. In un attimo lanci una ricerca e ti vengono fuori tutti i riferimenti bibliografici che ti occorrono. Non si telefona più ai colleghi per scambiare informazioni ma ci si mandano migliaia di e-mail ed il computer diventa anche l’archivio di tutta la tua attività lavorativa. Questo, se non si ha l’accortezza di fare frequenti backup,  fa vivere nel terrore (che, ovviamente, si manifesta nei momenti in cui si è lontani dal PC e non si può fare nulla) che si possa verificare un guasto che fa perdere tutto. Certo, il computer è sempre stato per i fisici uno strumento indispensabile. L’analisi dei dati sperimentali, le simulazioni che servono ad ottimizzare gli apparati sperimentali ed i parametri degli esperimenti, i calcoli che permettono di interpretare i dati stessi confrontandoli con una teoria o con un modello, la individuazione, nell’ambito di una teoria, delle informazioni che si possono ottenere da un esperimento ( come fisico sperimentale, mi limito a descrivere quello che ha attinenza con il mio lavoro), sono possibili solo con strumenti di calcolo più o meno potenti. Però, con l’avvento del PC, secondo me, la filosofia di impiego è proprio cambiata. Si crea una vera simbiosi tra te e la tua macchina (non a caso si chiama personal!). Se ti arriva qualcuno in studio a chiederti una informazione, la prima cosa che fai è cercare la risposta tra le migliaia di files che hai archiviato in qualche modo nel cervello della macchina e solo parzialmente nel tuo. Questa dipendenza non mi piace!

Ah! Per inciso, anche il mio portatile è stato rubato durante il furto che ho recentemente subito a casa.

October 05, 2005

Condivido perfettamente!!

Ho letto il blog di Ursula nel quale proclama di odiare coloro che le hanno rubato la radio dall'auto. Ebbene, qualche giorno fa ho avuto una esperienza simile, anche se su scala un po' più ampia. Premetto che io vivo in una villetta piuttosto isolata, ma che avevo finora ritenuto molto sicura visto che i precedenti proprietari l'hanno dotata di robusti cancelli che chiudono tutti gli accessi. Orbene, rientrando a casa nel primo pomeriggio, apro la porta d'ingresso e vedo carte e oggetti sparsi dappertutto. Giro appena lo sguardo e mi accorgo che uno dei cancelli è stato completamente scardinato. Faccio un rapido giro della casa e non vi dico cosa trovo. Mi hanno completamente svuotato armadi e cassetti e il loro contenuto era distribuito più o meno uniformemente su letti e pavimento. Nelle stanze da letto era praticamente impossibile camminare. Ovviamente mi hanno portato via denaro e gioielli. Per quanto io mi sia fatta forza e abbia più volte ripetuto a mia figlia, che era con me al rientro, che sono solo ''cose'', resta il fatto che quelle ''cose'' sono associate a ricordi, momenti e fatti che sono stati importanti nella tua vita. E, inoltre, ti resta la sensazione di avere subito una violenza ed è terribile il senso di impotenza che si prova. Ovviamente tutto passerà, ma, per il momento, non posso che associarmi ad Ursula e dire: li odio!!!!

September 23, 2005

Ritorno a casa

La settimana scorsa è stata interamente dedicata alla riunione di bilancio della Commissione Scientifica Nazionale III. In realtà, quest’anno la riunione è stata più articolata che in passato perché abbiamo ascoltato anche le presentazioni dei progetti di sviluppo dei Laboratori Nazionali dell’INFN dotati di macchine acceleratici, i Laboratori Nazionali di Frascati, i Laboratori Nazionali di Legnaro ed i Laboratori Nazionali del Sud, la cui attività è di particolare interesse per la nostra Commissione in quanto molti dei nostri esperimenti si svolgono presso questi Laboratori. Inoltre, si sono discussi i passi da fare perché la comunità scientifica italiana che studia la fisica del nucleo elabori le sue prospettive di attività, proiettandole su una scala temporale dell’ordine del decennio. Ovviamente, il rapporto tra le due cose è molto stretto. Infatti, tutto concorre a definire la road map dell’Ente per gli anni a venire e non è, a mio avviso, pensabile che i programmi di fisica ed i progetti di sviluppo dei Laboratori, anche se questi ultimi hanno un elevato grado di internazionalizzazione e, certamente, non sono pensati solo per l’utenza nazionale, non procedano parallelamente.

Venerdì sera sono tornata a casa. E’ la prima volta che la mia famiglia resta sola per tutta una settimana. Altre volte ho chiesto aiuto a mia madre oppure mi sono affidata ad una collaboratrice domestica tuttofare che pulisse e cucinasse per loro. Questa volta ho deciso di mettere da parte le mie preoccupazioni e di lasciare che padre e figlia se la cavassero da soli. Cosa ho trovato al rientro? Ecco: tutto perfetto. Non sono morti di fame e la casa era tutta pulita ed in ordine. Sono stati bravissimi e io mi sono chiesta: non sarà che sono stati così bene senza di me che desiderano che io, sapendo che sono capaci di organizzarsi, li lasci più spesso?

September 06, 2005

Break

La settimana prossima la Commissione Scientifica Nazionale III dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare si riunirà per definire i finanziamenti da assegnare agli esperimenti che l’Istituto svolge nel campo della fisica del nucleo. I proponenti hanno avanzato le loro richieste prima dell’estate ed ora la Commissione deve vagliarne la congruità in base all’interesse scientifico dell’esperimento ed all’attività svolta e prevista. Io, in quanto coordinatore delle attività di ricerca di fisica del nucleo dei Laboratori Nazionali del Sud, faccio parte della Commissione. La prima parte del lavoro da fare consiste nell’analizzare dettagliatamente gli esperimenti e questo viene fatto prima della riunione. Ciascuno di noi, coadiuvato anche da colleghi esperti esterni alla Commissione, ha in carico uno o più esperimenti. I risultati di questa analisi preliminare vengono portati in Commissione, discussi ed utilizzati come base per le decisioni successive. Questa è l’attività che mi sta tenendo occupata in questo momento e sentivo proprio il bisogno di fare una piccola pausa. Ne ho approfittato per scrivere queste due righe. Le prossime al rientro (spero!).

August 29, 2005

Lotta al piccione

La zona in cui vivo è decisamente ricca di piccioni. La cosa in sé non mi disturberebbe più di tanto se non fosse che essi hanno deciso di trasformare il mio terrazzo coperto nella loro toilette privata. Poiché lavare il terrazzo non è una delle mie occupazioni preferite, durante le vacanze abbiamo cercato il modo di tenerli lontani. Ci sono delle tecniche standard per fare ciò, ma non sembrano funzionare bene. Allora abbiamo deciso di dare spazio alla fantasia e di sperimentare metodi alternativi. Abbiamo cominciato simulando rumore di spari (questo era ottenuto uscendo periodicamente sul terrazzo a battere le mani producendo un suono secco opportunamente studiato). Questo, in effetti, li tiene lontani ma, ovviamente, implica la costane presenza in casa di qualcuno che non abbia altro da fare che pensare ai piccioni. Inoltre, i nostri vicini, vedendoci uscire a turno e ad intervalli regolari a battere le mani, cominciavano ad avere dei dubbi sulla nostra sanità mentale. Tutto ciò considerato, abbiamo pensato di ricorrere ad altro. Abbiamo, quindi, acquistato una serie di girandole tutte colorate e le abbiamo disposte in punti strategici. Al primo soffio di vento hanno cominciato a girare con un effetto molto carino. Piccolo particolare: il soffio di vento si è trasformato in qualcosa di più sostenuto ed ha divelto tutte le pale delle girandole trasformando le stesse in inutili aste piantate nei vasi da fiori. Terzo tentativo: palloncini colorati con grandi occhi minacciosi penzolanti dal tetto. I palloncini sono stati gonfiati e mia figlia ha fatto del suo meglio per decorarli con terribili occhi. Appesi i palloncini non ci sono voluti più di 10 minuti perché andassero a cercarsi tutti i possibili spuntoni dei dintorni scoppiando miseramente. Allora abbiamo comprato un grosso pallone ad elio raffigurante la testa del canarino Titti, con un buffo pennacchio e due enormi occhi, e lo abbiamo posizionato in modo che oscillando coprisse una larga fetta del terrazzo. Ha funzionato. Anche quando il pallone ha cominciato a sgonfiarsi, questa mostruosità veniva percepita dai piccioni come un pericolo e se ne stavano lontani. Abbiamo pensato di avere vinto la nostra battaglia e ci siamo sentiti molto fieri. Tutto questo fino a venerdì, quando un temerario ha deciso di violare il blocco ed ha capito di non avere nulla da temere. Ha trasferito l’informazione ai suoi amici in un lampo ed ora siamo punto e a capo. Cosa ci toccherà sperimentare ancora?     

August 25, 2005

Di nuovo al lavoro

Le mie vacanze sono finite. Non ho fatto nulla di straordinario, ma mi sono abbastanza riposata. Io vivo in una villetta sulle pendici dell’Etna ed è molto gradevole stare a casa. Quando fa molto caldo, certo, è caldo anche lì, ma la sera, quasi sempre, la temperatura si porta a livelli accettabili e si riesce a riposare bene. Ho dormito un sacco, non ho inforcato neanche una volta i miei occhiali e mi sono dedicata (senza troppo impegno, però) alla cura della mia casa. Dunque, panciolle, panciolle e panciolle. Da segnalare una giornata molto fuori dagli standards miei e di mio marito: abbiamo organizzato la visita di un paio di località che io (vergogna!) non avevo mai visto pur avendole ad un tiro di schioppo. Abbiamo visitato il Castello di Nelson a Maniace e la cittadina di Randazzo, un borgo medioevale molto carino. Per concludere la giornata, infine, abbiamo assistito ad un concerto di Max Pezzali nella piazza di Adrano, proprio sotto il Castello Normanno. La giornata era caldissima ed è stata molto lunga (siamo partiti alle 10 del mattino e siamo rientrati alle 2 di notte), ma estremamente piacevole. Come per la maggior parte dei miei colleghi, il mio lavoro mi porta a viaggiare spesso. Raramente, quindi,  pianifichiamo (anche mio marito è fisico) viaggi o escursioni durante le vacanze. Ma questo comporta che, praticamente, non conosciamo le cose a noi più vicine e, quel che è peggio, non le facciamo conoscere a nostra figlia. La situazione va sanata e, forse, per farlo basta solo dare un calcio alla pigrizia.