Quest'anno il premio (o parte di esso) per gli studenti della Sicilia sud-orientale che si sono distinti durante le Olimpiadi della Fisica è stato, a mio avviso, veramente innovativo. Il mio Laboratorio ha offerto loro uno stage di 3 giorni, durante i quali i ragazzi (18) hanno vissuto con noi. Ospitati presso la nostra foresteria, hanno partecipato, suddivisi in gruppi di 4 -5, alle nostre attività. Abbiamo avuto un gruppo che è stato coinvolto nella manutenzione, calibrazione e tecniche di analisi di un apparato per esperimenti sulla multiframmentazione nucleare, uno che ha simulato il trattamento di un paziente in una seduta di terapia dei tumori con fasci di protoni, uno che ha studiato con tecniche nucleari l'autenticità di un vaso greco ed uno che ha affrontato il delicatissimo problema della rivelazione dei neutrini provenienti dallo spazio. Almeno una ventina di noi ricercatori è stata coinvolta nell'iniziativa e credo di non sbagliarmi nell'asserire che tutti siamo rimasti impressionati da come i ragazzi siano stati in grado, in così poco tempo, di cogliere l'essenza delle nostre proposte. Non si sono limitati ad osservare e/o a rifare quello che vedevano fare, ma sono stati in grado, al termine dei tre giorni, di elaborare una relazione e presentarla, padroneggiandola benissimo. Ovviamente, lo scopo di questa iniziativa non era tanto quello di ''istruirli'' sui particolari temi, ma piuttosto quello di far toccare con mano come si svolge l'attività di ricerca, l'impegno quotidiano del ricercatore, su attività che singolarmente possono non sembrare di grande rilevanza ma che concorrono tutte a formare il risultato finale, e l'importanza di lavorare in gruppo, soprattutto oggi che gli obiettivi si fanno sempre più ambiziosi. Noi speriamo di essere riusciti a trasmettere il messaggio e che questo possa incoraggiare i nostri giovani ad accostarsi alla ricerca. Un solo rammarico: la scarsa presenza di ragazze (solo 4 su 18).