Mia figlia si è riscoperta la vena letteraria che, a giudicare da come languono i miei blogs, sembra mancare a me. Sono ormai alcune settimane che trascorre la maggior parte del suo tempo davanti al computer scrivendo una storia sul tema di Harry Potter, del quale è una grande estimatrice da diversi anni. Se da un canto sono lieta che si diletti nello scrivere, dall’altro mi domando: è questo il modo di trascorrere le vacanze? Certo, se io potessi portarla al mare con una certa frequenza forse questa alternativa la alletterebbe. E veniamo al punto: quando finisce la scuola i problemi delle mamme lavoratrici si acuiscono. Come se ciò non bastasse, in questo particolare periodo (giugno-settembre, con la eccezione del mese di agosto nel quale mi concederò almeno tre settimane di ferie) per me e per molti miei colleghi si concentrano parecchi impegni e scadenze. Oltre al legittimo desiderio di andare in vacanza senza lasciare lavori in sospeso, cosa che ti fa perdere un sacco di tempo al rientro e che ti rigira come un tarlo nella mente per tutto il periodo delle vacanze, questo è il periodo delle richieste di finanziamento degli esperimenti, della presentazione delle nuove iniziative e dell’analisi scientifica e finanziaria di attività nuove e già in corso. Sembrerebbe che ci sia un naturale ‘accavallamento’ tra i periodi più impegnativi per noi e quelli nei quali i nostri figli richiedono più attenzioni. E’ così anche in altre attività?